Ambiente e mobilità

BOLOGNA CITTA' LIBERA DALL'INQUINAMENTO
ACQUA, ARIA, TERRITORIO, ENERGIA

Oggi più che mai, è necessario puntare all'efficienza energetica, cioè imparare a usare l'energia in modo razionale. Il che vuol dire da un lato ridurre i consumi; dall'altro orientarli verso modalità meno inquinanti e verso le fonti rinnovabili (energia solare, biomasse, biocombustibili).
Bologna Città Libera si batte contro la mercificazione e l'appropriazione ai fini di profitto della natura e delle sue risorse: la privatizzazione della gestione dei servizi pubblici non ha portato ne' maggiore qualità ne' riduzione delle tariffe.

Tutt'altro! La gestione delle utilities dal 1998 (anno della riforma che di fatto le ha create) al 2007 ha conseguito i seguenti risultati tariffari:

  • SERVIZIO IDRICO: + 44,6%

  • GESTIONE RIFIUTI: + 49,6%

  • GAS: + 37,8%

  • ENERGIA ELETTRICA: + 28,7%

  • TRASPORTI: + 30,4%

L'aumento medio del costo della vita nello stesso periodo e' stato del +22,2% (rapporto unioncamere 2008).

  • Bologna Città Libera si batte contro la privatizzazione dei servizi pubblici

  • Bologna Città Libera si batte per la costruzione di una nuova dimensione collettiva di tutti i beni comuni: acqua, gestione rifiuti, territorio, energia

  • Bologna Città Libera si batte per la protezione del clima e contro il degrado e l'inquinamento dell'ambiente e delle menti.


 

1. BOLOGNA CITTÀ LIBERA PER L'AUTONOMIA ENERGETICACONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI

BCL ritiene indispensabile e irrinunciabile (e nuovo!!! per il Comune di Bologna) un impegno contro il degrado ambientale e per il risparmio energetico.
Due problemi straordinari segnano il nostro tempo:

  • le fonti fossili (petrolio innanzitutto) sono in esaurimento

  • l'utilizzo dei combustibili fossili ha aumentato il contenuto dei gas serra in atmosfera (principalmente CO 2 ) e questo sta provocando l'aumento della temperatura sul pianeta

Per far fronte a questi problemi straordinari è necessario:
  • promuovere il risparmio energetico riducendo i consumi di energia, favorendo i mezzi pubblici, le biciclette, riutilizzando le risorse, diminuendo i rifiuti;

  • sviluppare ed incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili (solare, fotovoltaico, eolico, idroelettrico);

  • promuovere un'edilizia basata su criteri eco-climatici che riduca il fabbisogno di riscaldamento e condizionamento;

  • aumentare l'efficienza energetica con la riqualificazione degli edifici e degli elettrodomestici;

  • tutelare le aree verdi cittadine che oltre ad aumentare la qualità della vita, mitigano il surriscaldamento urbano;

Il nostro obiettivo è ridurre le emissioni di CO2 del comune del 10% ogni 5 anni. Ci proponiamo il dimezzamento (rispetto al dato del 1990) delle emissioni pro-capite entro il 2030, fino al livello sostenibile di 2,5 tonnellate di CO2 equivalenti per abitante/anno.

La protezione del clima tra i compiti istituzionali della amministrazione comunale:

Una delibera del Consiglio Comunale dovrebbe radicare istituzionalmente la protezione del clima. Dovranno essere create competenze appropriate nell'ambito dell'amministrazione e della politica comunale, con un proprio bilancio a disposizione, con compiti di:

  • analisi e monitoraggio periodico delle emissioni comunali;

  • elaborazione di un piano comunale per la protezione del clima basato su:

    • identificazione delle priorità e definizione di misure a breve, medio e lungo termine;

    • valutazione dei possibili scenari futuri conseguenti all'adozione delle misure proposte.

    • coordinamento dei processi di pianificazione e progettazione nei diversi ambiti (Lavori Pubblici, Traffico, Edilizia Comunale...);

    • coordinamento delle attività dei diversi attori locali che operano in ambito comunale (Agenda 21, associazioni di cittadini, imprese);

    • attività di comunicazione, educazione ed informazione sulle tematiche relative alla protezione del clima, e sui progressi ottenuti.

Bologna Città Libera si impegna per:

  • costituire una “Agenzia per l'Energia” da parte del Comune, della Provincia di Bologna e degli altri Comuni con compiti di attuazione e verifica dell'efficacia dei piani energetici provinciale e comunale, sviluppo del risparmio energetico e delle rinnovabili innanzitutto negli edifici pubblici;

  • promuovere finanziamenti e agevolazioni per interventi per interventi finalizzati al risparmio e all'efficienza energetica e all'uso di fonti di energia rinnovabile;

  • istituire uno sportello informativo per facilitare l'accesso alle opportunità previste dalla legislazione nazionale e locale per favorire il risparmio energetico e l'uso di fonti di energia rinnovabile;

  • promuovere azioni affinché i lavoratori e gli abitanti del territorio partecipino attivamente alle decisioni sulle modalità di produzione e gestione dell'energia;

  • promuovere una decisa politica per la formazione e l'informazione degli abitanti e dei lavoratori del territorio;

  • sostenere e organizzare iniziative di educazione ambientale rivolte alle scuole ed alle famiglie per attuare comportamenti sostenibili;

  • eseguire la certificazione di efficienza energetica degli stabili pubblici e realizzare opere di manutenzione degli edifici pubblici e scuole, ai fini di ridurre le dispersioni termiche, che generano oggi un inutile consumo di energia;

  • prevedere l'installazione dei pannelli solari per autoprodurre energia rinnovabile nelle strutture pubbliche;

  • redigere capitolati climaticamente compatabili per l'economato del Comune (di servizi e acquisti che permettono di prendere in considerazione oltre al prezzo anche la compatibilità con il clima, la certificazione ambientale);

  • revisionare tutti i contratti di fornitura di energia e dei servizi calore;

  • invitare tutti gli operatori economici e commerciali a dichiarare i loro consumi e ad adottare politiche di risparmio energetico, a regolamentare l'uso dei condizionatori così come avviene per il riscaldamento (tempistiche e limiti di temperatura);

  • riqualificare l'illuminazione delle strade e dei parchi con lampade a bassa energia e sensibili al movimento per ridurre i consumi;

  • sostenere buone pratiche di risparmio energetico per gli uffici ad esempio spegnendo le luci di notte e installando lampade a basso consumo;

  • ridurre l'inquinamento luminoso adottando lampade che non disperdano l'illuminazione verso l'alto e far spegnere dopo le ore 24.00 le insegne pubblicitarie.


 


 

2. AZIONI PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE
I
l traffico è il principale responsabile delle emissioni climalteranti (gas serra) in Italia, come negli altri paesi europei. Soprattutto in Italia la conversione dei trasporti è una delle grandi priorità del paese.
Oltre alla necessità di ridurre l'inquinamento gli automobilisti affrontano quotidianamente ingorghi stradali; la congestione del traffico sempre maggiore genera frustrazioni e aumenta i costi aziendali e sociali.
Come Bologna le città italiane sono assediate da milioni di autoveicoli, con problemi di congestione e paralisi del traffico, inquinamento atmosferico e acustico.

Il raggio della mobilità
A Bologna il 73,3% degli spostamenti riguarda una distanza inferiore ai 10 km.
E' necessario iniziare un percorso di riconversione dei sistemi di trasporto, pianificandolo e rimettendo in discussione tempi e luoghi, per ridurre la necessità di spostamento del trasporto privato.

Camminare
permette di raggiungere senza sforzo distanze fino a 2 km, e quindi va favorito aumentando le aree pedonalizzate.

In bicicletta
La bicicletta è ancora associata, in molte parti della società, alla povertà e alla mancanza dell'automobile. Occorre un'adeguata rete ciclabile, volta a favorire gli spostamenti in bicicletta, con finalità effettive di trasporto.

Trasporti pubblici
E' necessario aumentare la convenienza del trasporto pubblico locale (TPL) rispetto al veicolo privato, sul piano dei costi, della rapidità e del comfort.

Trasporto a chiamata
Promuovere sistemi a chiamata dei veicoli. Un servizio pubblico intermedio tra autobus e taxi, con tariffe calmierate: un servizio organizzato senza orari e percorsi fissi, e gestita tramite un software.

Car pooling e car sharing
investire su autoveicoli collettivi a basse emissioni inquinanti.

Servizio ferroviario metropolitano (SFM)
Realizzare il Servizio Ferroviario Metropolitano progettato e deciso nel 1997, nato come fondamentale sistema di trasporto pubblico, su ferro, della città metropolitana.
Per fare funzionare il SFM mancano i treni, moderni ed elettrici e il completamento della stazione per l'attraversamento delle otto linee ferroviarie che dalla provincia convergono sul capoluogo, garantendo ai flussi pendolari della città metropolitana un trasporto giornaliero comodo ed efficace.

Infrastrutture
Stazione centrale RFI e SFM sono le infrastrutture indispensabili di scala metropolitana. People Mover, Metrò, Civis, sono progetti infrastrutturali molto costosi, poco efficaci rispetto una valutazione costi/benefici. Tanti sistemi trasportistici che non dialogano tra loro. Al people mover si potrebbe sostituire la ferrovia, al metro e al civis si potrebbe sostituire tram e filobus, meno costosi, più veloci da realizzare e meno impattanti sul sistema città. La proposta del Passante Nord nasce da una cultura antiquata delle autostrade e dei trasporti. Consuma enormi porzione di territorio ed enormi quantità di risorse economiche pubbliche ma non risponde alle vere esigenze di mobilità dell'area metropolitana: i dati sulla mobilità ci dicono che il 73,3% degli spostamenti riguarda una distanza inferiore ai 10 km. Il passante Nord, molto costoso, poco efficace rispetto una valutazione costi/benefici, risponderebbe al 27% di spostamenti a lungo raggio e percorrenza (oltre i 10 km). Converrebbe investire per ammodernare il sistema stradale attuale e completare tratti mancanti da tempo come la Trasversale di pianura.

La bicicletta come mezzo di trasporto alternativo agli altri
La bici non inquina, non assorda, occupa pochissimo spazio, crea rischi di incidenti molto più limitati rispetto ai veicoli a motore (7.000 morti all'anno in Italia). Serve una rete funzionale di piste ciclabili che garantisca una mobilità in sicurezza, come avviene in tante città dell'Emilia-Romagna e nei paesi del nord Europa. Servono politiche attive del Comune, della Provincia e della Regione, per una vera mobilità sostenibile, potenziando le iniziative a favore di pedoni e ciclisti.

E' necessario e urgente per Bologna:

  • Pedonalizzare il centro storico limitando in maniera definitiva il traffico privato;

  • Completare il Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM);

  • Sviluppare un sistema di interscambio fra mezzo privato e i mezzi di trasporto pubblico;

  • Realizzare una integrazione tariffaria fra i diversi sistemi di trasporto pubblico (biglietto Unico);

  • Promuovere la mobilità ciclistica, parcheggi sicuri, agevolazioni per il trasporto sui treni regionali;

  • Introdurre un servizio di BICI-TAXI (risciò), come nelle principali città del Nord Europa, come a Madrid e a Barcellona. Si tratta di un particolare triciclo che può trasportare due passeggeri oltre al conducente che sarà aiutato a pedalare da un motore elettrico. Il telaio in alluminio e la carrozzeria in polietilene riciclabile sono concepiti nel pieno rispetto dell'ambiente. Obiettivo principale del progetto è quello di avvicinare i cittadini alla cultura della sostenibilità.

  • Interventi di moderazione del traffico stradale in città (estendendo la ZTL e le zone 30 Kmh in altre zone cittadine);

  • Percorsi pedonali protetti e liberi da barriere architettoniche; semafori a chiamata pedonale; separazione dai parcheggi di ciclomotori e motocicli;

  • Realizzazione di percorsi ciclo-pedonali protetti casa-scuola-verde pubblico e istituzione di servizi di scuolabus "facilitati" per il trasporto dei bambini;

  • Creazione di una rete di rifornimento elettrico per supportare i mezzi elettrici.


 

3. L'ACQUA BENE COMUNE
Bologna Città Libera rivendica la natura dell'acqua come diritto umano universale e limitato da tutelare e conservare; l'acqua è un bene comune pubblico finalizzato a obiettivi sociali e ambientali.
Bologna Città Libera si batte per:
  • far terminare la gestione delle società miste pubblico-privato e delle società per azioni;

  • la proprietà e la gestione del servizio integrato deve essere affidata a enti di diritto pubblico;

  • la realizzazione di un servizio pubblico integrato pubblico e privo di rilevanza economica, sottratto alle leggi del mercato;

  • promuovere il coordinamento tra enti locali e reti di comitati per la ripubblicizzazione della gestione dell'acqua;

  • promuovere iniziative per l'informazione e la formazione dei lavoratori e dei cittadini;

  • promuovere azioni affinché i lavoratori del servizio idrico e gli abitanti del territorio partecipino attivamente alle decisioni sulla gestione del servizio idrico integrato;

  • promuovere norme e progetti atti a favorire il consumo critico e il riuso dell'acqua;

  • avviare un percorso per la modulazione delle tariffe: garantire a tutti una quantità minima di acqua e disincentivare i consumi elevati;

  • promuovere il ritorno dell'acqua nei luoghi pubblici;

  • promuovere l'uso dell'acqua da acquedotto;

  • eliminare le concessioni d'oro alle aziende private per lo sfruttamento delle sorgenti d'acqua minerale.

 

L'ACQUA NON DEVE ESSERE LA PRINCIPALE CAUSA DI CONFLITTO DEL XXI SECOLO, COME IL PETROLIO LO E' STATO NEL XX SECOLO.

IL CICLO DELL'ACQUA DEVE UNIRE NELLA RICERCA E NELLA REALIZZAZIONE DI UNA SOCIETA' BASATA SULLA SODDISFAZIONE DEI BISOGNI UMANI DEMOCRATICAMENTE E SOCIALMENTE DETERMINATI


 

4. RIFIUTI ZERO
Bologna città libera propone la strategia “RIFIUTI ZERO” che significa:
  • ridurre la produzione dei rifiuti

  • riorganizzare il ciclo della distribuzione e del consumo

  • recuperare i materiali riciclabili

con l'obiettivo di condizionare la produzione limitando gli imballaggi superflui e riducendo drasticamente i prodotti “usa e getta”.

No alla filiera dell'incenerimento rappresentata non solo da inceneritori “dedicati”, come il “nostro” di via del Frullo, ma anche da impianti di “trattamento termico” quali piro-gassificatori (eufemisticamente definiti “dissociatori molecolari”), “gassificatori”, “torce al plasma” e da “impianti non dedicati”(cementifici, inceneritori a “biomasse” le quali devono essere utilizzate come ammendante agricolo anche al fine di contrastare la perdita di fertilità dei suoli e i processi crescenti di desertificazione contrastando, così anche il rilascio in atmosfera di CO2).

Riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte , riduzione degli imballaggi, allungamento del ciclo di vita dei prodotti, raccolta differenziata con il sistema porta a porta.

Prevenzione dei rifiuti, riduzione all'origine di quantità e pericolosità dei rifiuti attraverso la riprogettazione ecologicamente orientata, analisi del ciclo di vita delle merci, acquisti verdi, con prodotti che siano riutilizzabili, riciclabili, compostabili (eco-design), reintroduzione del “vuoto a rendere” e incentivazione vendita prodotti alla spina. Messa al bando delle sportine di plastica (shopper) entro il 2010.

Recupero-riparazione-riuso dei beni durevolifavorendo “piattaforme” finalizzate alla riparazione e/o allo smontaggio. Realizzando una “seconda vita” a oggetti e/o suppellettili/elettrodomestici.

Costruzione di isole ed ecologiche per rifiuti RAEE(elettrodomestici, telefonini, computer, elettrodomestici e frigoriferi), pneumatici, medicinali scaduti, neon e vernici, pile, batterie, pannolini ecc.)

Realizzazione di impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB)per il trattamento “a freddo” del residuo non differenziato per il riciclo di gran parte del residuo secco.

Riduzione dei rifiuti industriali.Favorire fasi di deassemblaggio/disassemblaggio di parti ancora valide e il loro riutilizzo.

- Dimensione collettiva della gestione pubblica
Questo scenario richiede:

  • un arresto dei processi di privatizzazione e ripubblicizzazione dei servizi

  • introduzione della tariffa in sostituzione di una generica tassa

  • adozione della raccolta “porta a porta”

  • sviluppo della ricerca integrando le competenza di università, aziende pubbliche e piccole e grandi imprese

BCL intende impegnarsi in iniziative e vertenze per la ripubblicizzazione dei servizi locali e la loro ridefinizione come servizio di tutela dei beni comuni e delle collettività.

Le trasformazioni avvenute nei servizi locali per l'igiene ambientale – liberalizzazione, privatizzazioni, passaggio dalle aziende e dai consorzi pubblici alle S.p.A. – hanno portato infatti ad una predominanza del capitale finanziario, degli incentivi, dei flussi di denaro alle aziende e alle imprese. Le amministrazioni locali hanno finito per essere subalterne alle multiutilities, qualsiasi impianto – inceneritore e/o altro – non viene più finanziato dalla fiscalità generale ma viene pagato direttamente dalle nostre tasche.

- Forniture comunali con criteri socialmente ed ecologicamente responsabili

Le Pubbliche Amministrazioni giocano un ruolo fondamentale nell'azione di sensibilizzazione delle imprese e dei cittadini a favore di modelli di produzione e consumo equi e sostenibili. Attraverso una politica mirata delle proprie forniture, in direzione della sostenibilità ecologica, sociale e rispettosa dei diritti umani, le Pubbliche Amministrazioni sono in grado di fungere da “elemento da traino” per tutte le realtà sociali e produttive presenti nei propri territori di riferimento, costituendo vere e proprie pratiche di Economia di Giustizia. Con un bilancio annuo di 1.500 miliardi di euro, pari al 16% del Pil dell'Ue (stima effettuata sull'area euro), le amministrazioni pubbliche esercitano una notevole influenza in Europa nella loro veste di consumatori.
Tra gli obiettivi che Bologna Città Libera intende raggiungere in questo campo non c'è solo il rispetto della direttiva europea n. 2004/18/CE del 31 marzo 2004, relativa al “coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture, di servizi e di lavori” che, a livello normativo, riconosce la possibilità di inserire la variabile ambientale come criterio di valorizzazione dell'offerta. Infatti, il programma intende avanzare sul piano delle raccomandazioni previste dalla direttiva e ove possibile favorendo, ad esempio, il criterio della filiera corta per le forniture che riguardano l'approvvigionamento dell'ortofrutta biologica per le mense scolastiche. La filiera corta si basa su un modello economico che valorizza le realtà economiche locali che scelgono il criterio della sostenibilità sociale ed ecologica nel ciclo produttivo, con l'obiettivo di ridurre l'impronta ecologica, di valorizzare il territorio e di eliminare l'elevato numero di intermediazioni commerciali che riguardano i prodotti derivanti dalle cosiddette filiere produttive lunghe e che spesso sono alla base delle forniture anche delle mense scolastiche. In questo quadro, le eccezioni riguarderanno i capitolati di fornitura dei prodotti del Commercio Equo e Solidale per ciò che si riferisce al cacao, zucchero, cioccolata, ecc., così come peraltro avviene da tempo anche in molti comuni della nostra regione, ma non a Bologna.


 

5. PER UNA ALIMENTAZIONE CRITICA E SOSTENIBILE

- Ristorazione collettiva e gestione delle mense scolastiche

BCL si impegna a migliorare la qualità nutrizionale, sanitaria, educativa e culturale dei servizi di ristorazione collettiva. Nel 2002, mentre in Regione era già in discussione una bozza di legge di tutela dell'alimentazione collettiva, nei nuovi appalti di fornitura firmati dal Comune, con la nuova giunta Guazzaloca, furono fortemente ridotti i prodotti biologici introdotti e quasi azzerati tutti i progressi ottenuti. Fino a giungere alla costituzione della società Seribo con cui si privatizzava di fatto l'appalto della ristorazione collettiva. Decisione mantenuta poi dalla giunta Cofferati, nonostante ripetute richieste di cambio di direzione e di introduzione almeno della quota dei prodotti biologici previsti in applicazione della legge regionale, che nel frattempo era stata deliberata.

Bologna Città Libera individua come priorità peril servizio di refezione scolastica

  • l'introduzione del biologico a copertura del 100% dei pasti;

  • la riduzione degli sprechi alimentari;

  • l'abolizione dell'uso della plastica;

  • il contenimento delle rette, quote agevolate ed esenzioni in condizioni di assenza lavoro e precariato

Bologna Città Libera propone:

  • che il Comune torni ad esercitare la sua funzione di indirizzo e il suo ruolo di garanzia nell'orientare e decidere sul carattere e sulla qualità delle mense, senza demandare tutto ad una gestione privata;

  • di applicare e superare la legge regionale a tutela del biologico, fino a raggiungere il 100% di biologico, favorendo l'utilizzo di prodotti a km. 0 e le produzioni dei produttori locali);

  • di elaborare ed attuare in collaborazione con le altre realtà cittadine un progetto per il contenimento degli enormi sprechi alimentari;

  • di elaborare ed attuare un progetto virtuoso di riduzione della spropositata quantità di rifiuti prodotti da imballaggi, plastica, per l' attivazione di un percorso fino alla loro completa sostituzione. L'attuale utilizzo di piatti e posate di plastica delle mense scolastiche, é in contrasto con le politiche ambientali e con i progetti che le scuole stesse praticano;

  • di attivare una raccolta differenziata efficace (non di facciata) Questi tre punti costituiscono l'unica strada percorribile per un contenimento dei costi dell ' introduzione del cibo biologico 100% e delle quote delle rette nelle mense per l' infanzia;

  • di rivedere la logica degli appalti esterni per pulizie e gestione refettori che spesso sono strumenti di sfruttamento e precarizzazione del lavoro;

  • di realizzare un ambizioso progetto pilota basato su una riorganizzazione delle forme e dei ritmi alimentari più consone alle indicazioni nutrizionali ed alle nuove esigenze di vita e di organizzazione scolastica.

- Ripensando la forma della città-campagna .... Bologna, città della bioagricoltura e della catena corta

Perché nonostante la congiuntura sfavorevole, la diffusione di prodotti biologici cresce. Perché sono più coerenti con le nuova sensibilità ambientale degli italiani. D'altronde, la convinzione che una buona salute sia correlata a corrette abitudine alimentari è sempre più diffusa. Il 'biologico' non conosce crisi. Ma le nostre tavole rischiano di essere invase da prodotti esteri e in Italia calano aziende e colture. Nonostante il calo delle vendite dell'alimentare tradizionale, gli acquisti biologici da parte delle famiglie continuano a crescere (più 10% nel 2007 e più 6% nel primo semestre 2008). Se da una parte c'è soddisfazione per l'aumento degli acquisti delle famiglie, dall'altra c'è preoccupazione per una situazione produttiva che inverte la tendenza e registra un calo (meno 5%) delle superfici certificate e degli operatori (meno 2%) che oggi rappresentano il 3% del totale. Un quadro determinato da una scarsa attenzione nei confronti del biologico, sia a livello centrale che locale. Se non si inverte questo trend si corre il pericolo che il biologico prodotto nei nostri territori non riesca più a soddisfare la richiesta dei consumatori e che sulle nostre tavole arrivino prodotti dall'estero. Per quanto riguarda il fatturato annuo, è molto interessante rilevare che il canale specializzato delle vendite dirette dei produttori, dei gruppi d'acquisto, delle consegne a domicilio e del dettaglio tradizionale ha una rilevanza più grande del doppio del risultato di vendita della grande distribuzione e della ristorazione collettiva (in gran parte mense scolastiche), calcolato nell'insieme dei due settori. Uno scenario nuovo, dunque, può fare uscire la produzione biologica da una nicchia elitaria e rende più produttive le economie agricole di piccola scala.

Per questo crediamo che il Comune di Bologna, oltre che facilitare l'espandersi dei Mercatini Biologici già esistenti in città, debba promuovere lo sviluppo e la nascita di nuove aziende agricole biologiche.

Concretamente in che modo:

  • Con la nascita delle ASP, il Comune ha acquisito il patrimonio immobiliare e terriero delle ex IPAB- Opere Pie. Diversi poderi agricoli, disseminati nel territorio bolognese sono diventati di sua proprietà.

  • Per questo si tratta di costruire un progetto di utilizzo di questi fondi agricoli, riconvertendoli alle produzioni biologiche, dandoli in gestione a cooperative giovanili e cooperative sociali create ad hoc.

La “catena corta” tra produttori e consumatori, meglio cittadini consapevoli è il paradigma della nuova progettazione della città. Vendita diretta senza tanti intermediari, prodotto più fresco e biologico.
Noi vogliamo contrastare l'attuale sistema agroindustriale che depaupera la fertilità dei suoli e riduce la biodiversità.e, al tempo stesso, la dinamica dello sviluppo delle città, tutte inequivocabilmente costruite attorno al centro commerciale che diventa il centro della vita e il centro della forma umana del vivere: centri commerciali sempre più grandi, periferie sempre più vaste, standardizzione dei prodotti, distruzione dei mercati agricoli, crescita dei trasporti, inquinamento atmosferico e inquinamento delle menti tramite il comando della pubblicità, questo lo scenario della trasformazione urbana più vasta e veloce nella storia recente.
Per questo vogliamo aprire una discussione sulle contraddizioni ed opportunità attuali sulla forma della città, attraversando i progetti di Gas (gruppi di acquisto solidale) le esperienze dei farmers market, le strategie per riorganizzare la logistica ed i trasporti per le produzioni alimentari biologiche.
Per questo proponiamo che lacura dell'orto, sia inserita nel sistema educativo, nelle scuole di ogni ordine e grado.
La battaglia sulla carta sembrerebbe già persa , ma sta crescendo un movimento di consumatori consapevoli che sta facendo introdurre nuove leggi e consolidare nuovi comportamenti.
In più, la malnutrizione del benessere evidenzia in maniera drammatica l'aumento di patologie da essa derivanti: dall'obesità infantile al diabete, dalle allergie alle malattie cardiovascolari.
Ritornare alla città vuol dire ritrovare il giusto equilibrio fra sistema urbano e campagna, in realtà cibo per il corpo e cibo per la mente.


 

6. BOLOGNA CITTA' LIBERA DALLO SFRUTTAMENTO ANIMALE (FELICE)
BCL ritiene che la liberazione dallo sfruttamento debba estendersi a tutti i viventi per riconoscere loro il diritto alla vita, alla libertà, alla dignità e alla non sofferenza
Bologna città libera si pone come obiettivo la diffusione di una cultura animalista finalizzata alla conoscenza degli ambiti in cui si manifesta l'ottica specista: cioè quella che discrimina in base alla specie, arbitraria quanto quella che discrimina in base alla razza o al sesso.
Essi coinvolgono l'alimentazione basata su prodotti di origine animali, la ricerca scientifica, con la sperimentazione animale, l'abbigliamento, la caccia, l'industria cosmetica, le forme di intrattenimento quali ad esempio lo zoo e il circo, i combattimenti.
La scelta animalista implica positive ricadute in ambito ambientale (produzione cerealicola, acqua, energia destinate all'allevamento),salutista (patologie cardiovascolari, neoplastiche, obesità) e sociale (sfruttamento squilibrato delle risorse).

Ci impegniamo anche a perseguire alcuni obiettivi che possano rendere Bologna città capofila del benessere animale

Obiettivi preliminari:

  • potenziare Ufficio Diritti Animali come punto di riferimento diretto di chi si voglia impegnare nella pratica animalista, come strumento per la risoluzione delle emergenze, per la diffusione della cultura animalista nelle scuole;

  • favorire la specifica competenza e l'interesse del personale addetto;

  • promuovere la costituzione di un nucleo specializzato di polizia municipale, in stretta collaborazione col suddetto Ufficio, formato su base volontaria e per specifico interesse;

  • proporre una convenzione con il corpo forestale dello stato per un reciproco supporto nelle rispettive attività.

  • redigere un protocollo operativo coi servizi veterinari dell'ausl per l'effettuazione di controlli, coordinato con gli uffici preposti.

Obiettivi specifici:

  • predisporre maggiori controlli dell'attività circense con particolare riguardo alle condizioni di trasporto degli animali e a tutte le condizioni finalizzate al loro miglior benessere possibile.

  • Divieto della possibilità di visita degli animali presenti;

  • promuovere l'opzione vegetariana nelle mense e nei bouffet gestiti dal Comune;

  • vietare qualsiasi tipo di macellazione senza stordimento;

  • affidare la gestione del canile esclusivamente a persone di assoluta competenza e in strutture adeguate al benessere animale;

  • migliorare la gestione delle colonie feline in collaborazione;

  • creare un'area di stabulazione per animali sequestrati;

  • definire le zone del Comune nelle quali vietare l'attività selecontrollo;

  • promuovere una convenzione con l'università, che la impegni a rispettare pienamente l'obiezione di coscienza alla - vivisezione e a sostituire le prove didattiche su animali con metodi alternativi;

  • garantire l'attraversamento in sicurezza della fauna selvatica sulle strade attraverso infrastrutture idonee;

  • collaborare con le realtà animaliste presenti sul territorio e con altri enti pubblici e privati il cui statuto preveda compiti di protezione animale.

  • promuovere l'associazionismo animalista anche attraverso il finanziamento di progetti mirati alla protezione e alla diffusione culturale del tema dei diritti degli animali.

 

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    Mannaggia, ci siamo cascati ancora. Pure stavolta il Principe ci ha tirato lo sgambetto e come allocchi siam finiti ancora gambe all'aria. Tutti a crederci furbi, sgamati, a pensare "ecco, adesso faranno la legge di qua, il divieto di la'", e mentre…
    ieri
    Carlo Loiodice ha aggiunto 2 post del blog
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