Non è mica la prima crisi questa che viviamo! E allora non guasta dare un'occhiata a come gli uomini, certi uomini, si siano comportati in circostanze analoghe in crisi precedenti. Nell'autunno del 1512 l'egemonia sulla penisola italiana passò dai francesi agli spagnoli; il che comportò un certo spoil system. Ne fu vittima illustre Messer Niccolò Machiavelli, ministro della repubblica di Firenze, tornata sotto la signoria dei Medici appoggiati dalle armi spagnole. Di lì a poco alla stessa famiglia andò anche il papato con l'elezione di Leone X. Machiavelli si ritrovò tutt'a un tratto disoccupato, e altro non gli concessero che ritirarsi in una sua tenuta nella campagna toscana, dove distribuì il suo tempo tra letture auliche e curiali, e ingaglioffamenti nella rustica società locale.
A questo forzato esilio si deve il lavorio intellettuale che lo portò a scrivere i suoi capolavori di dottrina politica: «Il principe» e «I discorsi». Rimaneva il problema di come mettere a profitto tutto ciò; e Machiavelli ne scrisse al suo amico Francesco Vettori, un diplomatico ancora in servizio: «Io ho ragionato con Filippo di questo mio opuscolo, se gli era ben darlo o non lo dare; e, sendo ben darlo, se gli era bene che io lo portassi, o che io
ve lo mandassi. Il non lo dare mi faceva dubitare che da Giuliano e' non fussi, non che altro, letto; e che questo Ardinghelli si facessi onore di questa
ultima mia fatica. El darlo mi faceva la necessità che mi caccia, perché io mi logoro, e lungo tempo non posso stare cosí che io non diventi per povertà
contennendo. Appresso al desiderio harei che questi signori Medici mi cominciassino adoperare, se dovessino cominciare a farmi voltolare un sasso; perché,
se poi io non me gli guadagnassi, io mi dorrei di me; e per questa cosa, quando la fussi letta, si vedrebbe che quindici anni, che io sono stato a studio
all'arte dello stato, non gli ho né dormiti né giuocati; e doverrebbe ciascheduno haver caro servirsi di uno che alle spese di altri fussi pieno di esperienza.
E della fede mia non si doverrebbe dubitare, perché, havendo sempre observato la fede, io non debbo imparare hora a romperla; e chi è stato fedele e buono
quarantatré anni, che io ho, non debbe poter mutare natura; e della fede e bontà mia ne è testimonio la povertà mia. [...]".
Dal difficile volgare machiavelliano, ricaviamo dunque i punti seguenti.
1. Trasmettere o non trasmettere a corte il lavoro? Non è che poi qualcun altro se ne impadronisce e lo spaccia per suo? Ermanno Cavazzoni, nel suo recente «Il limbo delle fantasticazioni«, (edito da Quodlibet), garantisce che l'accaparramento di scritti altrui è prassi ordinaria nelle case editrici. E se crediamo a lui, tanto più dovremo presupporre la prassi come normale e ordinaria nelle corti rinascimentali, dove erano fatti normali e ordinari pugnale e veleno.
2. Chiedere di essere impiegato comunque, anche a rivoltare sassi, per via della sua innegabile esperienza sul campo: quindici anni al servizio dello stato Machiavelli afferma di non esserseli dormiti né giocati.
3. Rivendicare una forma di "onestà", che oggi ci sembra di poter tradurre come imparzialità del tecnico, oppure, come capacità di essere "uomo delle istituzioni", per dirla alla Napolitano. Come prova, Machiavelli adduce i suoi 43 anni di vita e di coerenza.
«Alfredo Montanari, 43 anni, fino a un mese fa era direttore delle risorse umane di Seat Pagine Gialle, pendolare tra Bologna e Torino. Ora è un "disoccupato illustre", che ha deciso - insieme ad alcuni suoi colleghi dallo stesso destino - di offrire il suo tempo per insegnare gratuitamente ai futuri manager che studiano all´Alma graduate school. La scuola di management dell´Università di Bologna dove dieci super-manager che hanno perso il posto per la crisi affiancano come tutor i giovani che studiano da dirigente d´azienda». (La Repubblica, Bologna, 03/11/2009, p. 11).
Hanno qualcosa in comune il rinascimentale Machiavelli e il postmoderno Montanari? Certo che sì. Innanzitutto la perdita dell'incarico e del potere connesso. Poi l'età del loro licenziamento: 43 anni. Poi il desiderio di non finire in discarica e di voler ancora rendersi utili; rivoltando sassi oppure facendo il tutor alla Alma Graduate School. Infine la pretesa di poter insegnare a qualcun altro a vincere la partita che loro hanno perso. Per la serie: chi sa fa, e chi non sa fare insegna...
Sappiamo che Machiavelli, incarcerato e torturato dalla polizia medicea, indirizzò «Il principe» alla magnificenza di Giuliano de' Medici, immaginando di potergli insegnare come non perdere un principato acquistato con armi altrui. Sappiamo che negli anni seguenti non fece che pietire incarichi, fossero stati anche il rivoltare sassi. Sappiamo che nel 1521 gli fu affidata un'ambasceria presso i frati minori di Carpi: una bazzecola, ma bastante a farlo ritenere sospetto alla nuova cacciata dei Medici nel 1527. Afflitto, il Nostro ne morì, non essendo riuscito a dimostrare sul campo l'imparzialità del tecnico o l'equidistanza dell'uomo delle istituzioni. E se la storia non lo ha relegato nel medesimo ripostiglio dei brillanti consiglieri di principi come Giovanni Botero o Torquato Accetto, è perché comunque lui scrisse la verità, indipendentemente dagli scopi personali che più o meno si proponeva. La verità di un potere che grondava lacrime e sangue, secondo la sintesi del suo pensiero che fece Ugo Foscolo nel «Carme dei sepolcri».
Quello che mi piacerebbe oggi è di andare ad assistere a quel che fanno e dicono Montanari e gli altri manager disoccupati all'Alma Graduate School. Di cosa parlano agli studenti? Gliela raccontano la verità per la quale loro sono stati messi da parte? Gliele raccontano le lacrime e il sangue – tanto metaforici quanto reali – che grondano dal neoliberalismo?
Invitano gli studenti a leggere articoli come quelli di Michela Marzano e Barbara Spinelli sui suicidi alla Telecom France?
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10...
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica....
O non si fanno piuttosto agenti di una politica – questa sì machiavellica! – che usa anzianotti bastonati per addestrare giovanotti feroci?
Devi essere membro di Bologna Citta' Libera per aggiungere commenti!
Partecipa a questo social network