BOLOGNA COME KABUL
Consideriamo, fin dal primo giorno, gravemente antidemocratico e completamente inutile il provvedimento prefettizio che vieta le manifestazioni nel Centro cittadino al sabato e alla domenica.
Questo divieto, che il Comune e la Provincia hanno sempre condiviso e apprezzato, discrimina i cittadini di Bologna da quelli delle altre città dell’Emilia Romagna, limita l’ agibilità democratica nelle zone più frequentate della città e favorisce le forze politiche e le realtà associative che hanno ampie disponibilità di soldi per affittare, in Centro, sale di alberghi e teatri.
Ma domani pomeriggio noi saremo in via Rizzoli (angolo via Artieri) per completare la raccolta delle firme sul Registro dei testamenti biologici, nonostante il divieto perché:
- La nostra raccolta di firme non è una manifestazione politica ma l’esercizio di una forma di democrazia diretta riconosciuta dallo Statuto del Comune di Bologna;
- La nostra raccolta di firme è stata autorizzata dal Comune, che autentica le firme anche nei suoi URP e presso la Segreteria generale;
- La nostra raccolta di firme ha una scadenza, che può essere compromessa da questo divieto, se ci sarà impedito di incontrare i cittadini nella “T”, nei giorni di maggior affluenza settimanale.
Abbiamo comunicato alla Questura la nostra presenza e sarà con noi al tavolo della Rete laica di via Rizzoli anche la parlamentare radicale Rita Bernardini, per questo gesto di disobbedienza civile.
Nella nostra città, sul crocifisso, sui finanziamenti alle scuole private, sulla legittimità del Registro dei testamenti biologici si stanno scontrando due culture e due Reti. La Rete laica (che raggruppa associazioni libere, anche religiose) che, senza mezzi e alla luce del sole, rivendica diritti che nella vita, nella malattia e nella morte nessuna Chiesa può vietare a chi non è un suo aderente. Esiste, poi, una rete bigotta (clandestina) che ci attacca attraverso politici da sacrestia e giornalisti a libro paga della Curia. Come mai del Testamento biologico non parla mai nessun prelato bolognese?
Il divieto prefettizio (che ignoreremo) ci conferma che Bologna è già come Kabul.
L’attacco della Teocrazia bolognese ci conferma che Bologna è quasi come Teheran.
Bologna, 6 novembre 2009
Monica Mischiatti - Associazione Radicali Bologna
Serafino D’Onofrio - Cellula Coscioni di Bologna
Devi essere membro di Bologna Citta' Libera per aggiungere commenti!
Partecipa a questo social network